La poetica del vino
Accanto a un bicchiere di vino
si posa
l’immagine riflessa di labbra aride
nella congiunzione irregolare di mani ansiose
e la moltitudine di pensieri vacui
è abulica bulimia di desideri solitari
che sfociano nella lussuria evanescente
di attimi di libidinosa follia.
Carezze in sintonia di silenzi
levigano sguardi d’ipotetici assiomi
mentre l’afrore degli ebbri calici
si schianta su lembi disadorni di cielo.
E non c’è farfalla che voli
se le ali han perduto il controllo.
Tra le intercapedini di scrivanie mute
si scovano parole celate agli occhi
la sommatoria di lettere inutili
è coro d’angeli
tra le braccia di sogni incompresi.
Il bicchiere scivola tra le mani
si disperde il vino tra le ipotesi
e tra gli spazi vuoti dell’attesa
la morte si adagia sulle labbra incustodite.

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